A scuola con l’azzardo

Era una bella giornata di sole e passavo in bicicletta davanti a un signore che, seduto su una panchina, grattava per vedere se aveva vinto qualcosa. Una piccola scarica di adrenalina si stava scaricando nel buio delle sue vene e, se avesse vinto i soldi per giocarne un’altra, si sarebbe aggiunta un po’ di dopamina: l’ormone rilasciato dopo belle esperienze che ci induce a ripeterle.

Quel signore forse fa parte dei due milioni di italiani a rischio o degli 800 000 affetti da Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA). Dal 2012 il DGA dà diritto alle cure da parte del sistema sanitario.

Come si è arrivati a questo?

E’ memoria collettiva, per chi ne ha l’età, che fino agli anni ‘80 ogni tanto si giocava una schedina del Totocalcio dopo lunghi confronti con gli amici per risolvere un dubbio su una X o un 2. In piazza Duomo c’era un signore che, dal suo baracchino sotto i portici, scandiva il tempo nel brusio affaccendato del cuore della città con un grido: “Lotteria Italiaaaa”. C’erano poi le ricevitorie del Lotto, distinte dai luoghi dove si prendeva il caffè, che erano dei posti tranquilli come uffici postali di campagna. Oggi se andiamo a comprare un francobollo dobbiamo cercare il viso del tabaccaio sommerso fra schede patinate di giallo davanti e dietro il bancone.

Il tema del gioco d’azzardo offre un modello di studio interdisciplinare. Qualche cenno di neuro-SCIENZE l’abbiamo già dato. Vediamone altri:

STORIA & DIRITTO: il legislatore vieta da sempre il gioco d’azzardo in linea generale (art.718 c.p.) ma aveva lasciato qualche occasione lecita di gioco allo scopo di impedire il proliferare del gioco illegale. Poi dagli anni ‘90 si è assistito a una crescita esponenziale: grattaeperdi, ops…grattaevinci (1994), superenalotto (1997), scommesse sportive per via telematica (2002), giochi on-line (2006), slot vlt collegate in rete (2008), winforlife (2009) solo per citarne alcuni.

Sono novità introdotte da provvedimenti normativi proposti e votati da politici in carne ed ossa che hanno quindi precise responsabilità. Si è arrivati all’assurdo del cosiddetto decreto Abruzzo che, per finanziare le nuove case nelle zone colpite dal terremoto, ha fatto indebitare e perdere la casa (e spesso la famiglia) a migliaia di altri italiani.

Non bisogna essere degli Einstein per osservare che le sale slot e i grattaeperdi riguardano di più chi fa fatica ad arrivare a fine mese rispetto ai benestanti. E’ una tassa sui poveri, senza alcun dubbio. In contrasto con l’articolo 53 della Costituzione che prescrive che “il sistema tributario è informato a criteri di progressività” cioè al principio che chi ha di più deve dare di più.

ECONOMIA: si è arrivati nel 2019 ad avere 110 miliardi di euro giocati (6% del pil), per entrate erariali che corrispondono ad un solo e sporco 7%, a fronte di costi sempre crescenti del sistema sanitario. Un’economia che conta 120 000 addetti e consolidate lobby dei grandi concessionari. Siamo arrivati all’assurdo che è stato necessario spendere denaro pubblico per far dichiarare ad un tribunale che il gioco d’azzardo è un servizio non essenziale e quindi sottoposto alle restrizioni dovute al Covid. Una volta che il sistema di interessi è in piedi è difficile buttarlo giù, soprattutto in periodo di crisi economica. Civilissime leggi che pongono limiti alla pubblicità e divieti al gioco dei minori paiono palline di carta contro una tigre. Inutile dire che il settore attira l’attenzione della malavita che non a caso si chiama “organizzata”.

GEOGRAFIA: l’Italia ha un primato in Europa per giro d’affari legati al settore: basta una semplice divisione tra totale giocato e numero d italiani per ottenere la cifra pro capite di più di 1800 euro all’anno. La crisi economica non fa diminuire il fenomeno, anzi lo accentua.

PSICOLOGIA: all’aumentare dei problemi personali aumenta il rischio di perdere il controllo sul comportamento di gioco. La velocità delle giocate e la facile accessibilità sono ulteriori elementi che favoriscono l’impulsività e lo sviluppo di dipendenza.

Per FILOSOFIA si potrebbe citare il grande mistero del male. Ma nella natura umana di fronte al male c’è sempre anche il bene.

Sono molte infatti le persone che riunite in associazioni, si occupano di contrastare la falsa informazione sul gioco e curarne le vittime come per esempio noslot.

PROBABILITÀ: se siete curiosi di sapere perchè il banco vince sempre guardate questi video molto smart di due giovani divulgatori torinesi su Fateilnostrogioco.it.

Il Comune di Milano ha messo nel 2020 in sinergica relazione fra loro istituzioni, enti, professionisti, conoscenze e competenze nella rete noslot.

Per tornare al signore che in una giornata di sole grattava la schedina ci piace immaginare che già oggi alzerà la testa e si lascerà baciare dai suoi raggi.

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