Miracolo a Milano

Il Parco Segantini: modello di collaborazione tra cittadini e Comune

Se oggi fate una passeggiata al Parco Segantini, appena sotto la Darsena, vedrete una grande area verde ma sentirete presto che c’è qualcosa di speciale. Dal lato delle case che danno su via Segantini ci sono tre aree a orto condiviso bordate di piante fiorite; in una c’è un pergolato, in un’altra una piccola area umida. In tutte capita spesso di trovare persone al lavoro Sono gli OrtiMisti. Dall’altro lato, lungo la roggia Boniforti, c’è un’area naturalistica con decine di specie arboree e arbustive che ospitano più di trenta specie di uccelli, e dove potete incontrare ricci, aironi, pesci, gallinelle d’acqua: si chiama OasInCittà. In mezzo al parco c’è il tronco di un grande albero abbattuto che è stato trasformato in una grande biscia con tanto di occhi e bocca: la Bisciachesitriscia, gioco per bambini.
Come è stato possibile tutto ciò in pieno centro a Milano?
E’ quello che due video-maker professionisti, Daniela e Luca, hanno voluto documentare come contributo volontario al progetto.
Il video si apre con un tono da favola e poi indaga come questa favola è diventata realtà con interviste ai protagonisti, foto storiche e mappe che fanno visualizzare, momento per momento, il portato reale delle parole.
La storia inizia quando l’area verde dell’ex Istituto Sieroterapico Milanese, un’eccellenza europea nella produzione dei vaccini, negli anni ‘80 viene destinata a speculazione edilizia e un gruppo di cittadini si attiva per contrastare il progetto.

Grazie anche all’aiuto di Mani Pulite la lotta riesce nel suo intento e viene elaborato un nuovo progetto con volumetrie più che dimezzate e la previsione di un grande parco pubblico al centro.
Il problema è che mancano i soldi per realizzarlo e l’area diventa una landa desolata di fango con tanto di ruspe abbandonate.
Nel 2012 il Comune incontra di nuovo i gruppi di cittadini preoccupati e in quella sede parte il dialogo tra un’amministrazione disposta ad ascoltare e un gruppo di cittadini che non si limita a dire NO e dà la disponibilità a metterci del suo.
Nel 2013 alcuni cittadini della zona decidono di costituire l’Associazione Parco Segantini e si inaugura una modalità di gestione condivisa fra pubblico (il Comune) e privato, l’associazione, dell’area verde che prevede il ruolo attivo dei cittadini. Il problema dei soldi viene risolto con l’idea di una realizzazione per gradi del progetto. Ma già nella fase di cantiere i volontari cominciano a fare degli orti-scuola e a popolare di bambini e scolaresche l’area del futuro Parco. Come dice nel video la ex-vicesindaco Lucia De Cesaris viene scongiurato il rischio di un parco pubblico finto, che è di fatto al solo servizio delle costruzioni, ma nasce un parco con una reale possibilità d’uso e di godimento da parte del quartiere, e delle scuole e di altri enti e associazioni con cui si cercano occasioni di collaborazione e scambio di competenze .
Per Stefano Guadagni, uno dei fondatori, è in quel momento che nasce il senso di una comunità di cittadini che si riconoscono e collaborano a un progetto comune per fare migliore la loro città, che è il valore più profondo dell’iniziativa.
Sempre nel 2013, durante una visita al cantiere, i cittadini scoprono tra i rovi la roggia Boniforti e riescono a bloccare le ruspe chiedendo una modifica progettuale che la valorizzi e conservi ove possibile gli alberi esistenti. Il Comune risponde chiedendo all’Associazione di offrire più garanzie di capacità di intervento e quindi i volontari chiamano il Centro di Forestazione Urbana di Italia Nostra che porta la sua competenza. Viene anche stipulata una convenzione col Consorzio Ticino-Villoresi per fornire una captazione costante di acqua dal Naviglio Grande per garantire la vita dell’ecosistema della roggia.
Nel 2015 viene inaugurato il Parco con la struttura degli orti.
Oggi, nel 2021, il boschetto lungo la roggia è sempre più ricco, vivo e resiliente; gli orti sono popolati e sempre più produttivi e fioriti. La pergola del primo orto è diventata di fatto la sede dell’associazione e la domenica mattina (COVID permettendo) gli ortisti si trovano a raccogliere i prodotti, gustare i buoni cibi portati da casa e conversare sui lavori fatti e quelli da fare.
Come dice Francesco Longo dell’Università Bocconi, la gestione mista fra un’associazione di volontari e il Comune ha rafforzato entrambe: il Comune si sente stimolato e controllato dai volontari; i cittadini dell’associazionestanno attenti a essere più inclusivi perché sanno e vogliono che il parco sia fruibile da tutti.

Vi invitiamo quindi a passare in Segantini e a guardare il bellissimo video di Luca Errera e Daniela Trastulli che vi racconta tutto questo e molto di più. Le informazioni sull’associazione, il parco, la sua storia e la sua attuale gestione le trovate invece qui.

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