Parole O_Stili

Viviamo avvolti in una nuvola tossica di finta comunicazione.

Parole, parole, parole. Ma quante di queste corrispondono a un aperto confronto di idee? Sulla rete spesso vogliamo vedere riflesse le nostre visioni del mondo, proprio come Narciso guardava la propria immagine riflessa nello stagno. Spesso le parole che circolano in Rete sono urlate per iscritto e, anziché disperdersi nel vento, istigano le persone a scrivere nuove parole poco meditate. Il problema della qualità della comunicazione on-line è noto.

Ma in rete si trovano anche gli antidoti: l’associazione no-profit Parole O_Stili è nata nel 2016 con l’obiettivo di responsabilizzare ed educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione non ostile. L’associazione promuove i valori espressi nel “Manifesto” che riportiamo qui per intero. Dieci idee, non dogmi, che aprono ad altrettante questioni filosofiche.

Sul sito si trovano versioni del Manifesto declinate per la politica, l’azienda, lo sport e la scienza. La risorsa più importante però sono forse le proposte per la didattica che rivelano il reale desiderio di incidere sul futuro: 200 schede di attività pensate nel dettaglio da chi conosce la realtà scolastica e il mondo del web, oltre che proposte di formazione per gli insegnanti e le aziende.

Per caso ho notato che alcuni di questi punti sono traducibili con dei proverbi famosi e allora per concludere questo articolo con un gioco linguistico, seguendo l’esempio di Raymond Queneau nel suo “Esercizi di stile” ecco una rivisitazione semiseria del Manifesto.

1 – Chi semina vento raccoglie tempesta

2 – Chi lo dice lo sa di essere

3 – La gatta frettolosa fece i figli ciechi

4 – Dio ha fatto l’uomo con due orecchie e una bocca

5 – Parla come mangi

6 – Chi offende se la scorda e chi è offeso se la ricorda

7 – Se fischia l’orecchia mancina, dice male la vicina

8 – Si dice il peccato, non il peccatore

9 – Chi è più alto, è il bersaglio di tutti.

10 – Il silenzio è d’oro

Come si può vedere, internet ha solo amplificato debolezze umane che la saggezza popolare ha ben individuato da tempi antichi.

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